Tutti pensiamo che la parola “Blues” deriva dal “to be blue”, che significa essere triste e potrebbe essere abbastanza veritiero. Però potrebbe avere anche un’altra orgine. Nel 18° secolo il modo di dire “blue devils” veniva usato per indicare le allucinazioni dovute da astinenza da alcool. Nel corso del secolo venne abbreviato per l’appunto in Blues e la parola ha iniziato a descrivere gli stati d’animo, agitazione, delirio, depressione.
La musica Blues ha le radici nei canti delle comunità di schiavi afroamericani negli stati meridionali degli Stati Uniti d’America, dagli spiritual e dalle work song.
Le prime forme di blues erano per lo più eseguite da solisti con chitarre acustiche.
La struttura più riconosciuta è quella delle 12 battute ed è costituita da strofe che seguono lo schema A-A-B. Il primo verso viene ripetuto due volte ed il terzo serve a concludere il pensiero. Con il susseguirsi delle strofe viene raccontata una storia.
Es. La prima parte del testo di Cross Road Blues di Robert Johnson
“I went to the crossroad, fell down on my knees
I went to the crossroad, fell down on my knees
Asked the Lord above, “Have mercy, now, save poor Bob if you please”
Dalle registrazioni di sola chitarra acustica e voce alle strade di Chicago è stato il passo di Muddy Waters, che, per farsi sentire nelle strade trafficate della Windy City, ha imbracciato la chitarra elettrica aprendo di fatto al blues elettrico e Chicago diventa la capitale del Blues.
Willie Dixon, contrabbassista, ha dato un enorme contributo scrivendo quasi tutti i brani che Muddy, Little Walter, Howlin Wolf, Bo Diddley; Sonny Boy Williiamson suonavano in giro per gli USA.
Negli anni 50 il blues è stato il genere musicale più registrato e diffuso negli Stati Uniti.
Negli anni 60 il calo di vendite di Muddy e company ha portato un evoluzione importante nel Blues. Le strutture dei brani iniziarono a cambiare, prendendo sempre di più la classica forma di canzone.
Alla Chess Records da Muddy ad Etta James e Chuck Berry, con il blues che evolve in armonia e sound.
BB King, Steve Ray Vaughn, Buddy Guy, Junior Wells, al blues europeo di Eric Clapton, John Mayall, Rolling Stones fino ad arrivare ai giorni nostri con Kirk Fletcher, Matt Schofield, Gary Clark Junior ed il nostro Davide Pannozzo, tutti per l’evoluzione di questo genere musicale.
Il blues si è trasformato nel corso del ventesimo secolo evolvendosi in una grande varietà di stili e sottogeneri, ha influenzato e si è fuso con molti generi musicali e a sua volta si è modificato.
Prendendo spunti dal rock, dal country, dal funk ed infine dal jazz.
Il blues, come il jazz, è pieno di improvvisazione, ed il modern blues aggiunge al suo linguaggio poliritmie, progressioni armoniche, un mix di scale, arpeggi e accordi alterati, il tutto per far diventare IL BLUES una musica colta pur mantenendo le radici nella sua tradizione.
Spero di avervi messo curiosità a scoprire nuovi talenti e linguaggi nel Blues Americano, Europeo, Italiano…
Grazie a tutti, se volete lasciate un commento
A Presto
Ispirato da Eric Clapton e Jimi Hendrix ancor prima di nascere, Davide Pannozzo è descritto dalla critica come uno degli artisti di contemporary blues più interessanti della nuova generazione. Il suo stile, estremamente originale, è stato descritto come un perfetto blend tra lo stile di Jeff Beck e di David Gilmour.